Chapters (53)
- Copertina
- Il libro
- L’autore
- Kill Creek
- Prologo
- Un invito
- Uno
- Due
- Tre
- Quattro
- Cinque
- Sei
- Sette
- Otto
- Nove
- Un sussurro dall’altra parte del muro
- Dieci
- Undici
- Dodici
- Tredici
- Quattordici
- Quindici
- Sedici
- Diciassette
- Diciotto
- Un’ombra troppo lunga
- Diciannove
- Venti
- Ventuno
- Ventidue
- Ventitré
- Ventiquattro
- Venticinque
- L’arto fantasma
- Ventisei
- Ventisette
- Ventotto
- Ventinove
- Trenta
- Trentuno
- Trentadue
- Trentatré
- Trentaquattro
- Trentacinque
- Trentasei
- Trentasette
- Trentotto
- Trentanove
- Quaranta
- Sotto il tappeto
- Quarantuno
- Epilogo
- Ringraziamenti
Wainwright rise di nuovo, secco, rauco. «Guardate, se mi state chiedendo se credo che la casa sia davvero infestata, la risposta è no. Se mi state chiedendo se ho progettato qualcosa per fare in modo che la casa sembri infestata, be’, stessa risposta. Dico sul serio: è solo un’intervista, una possibilità di conoscere meglio le vostre menti geniali nel, insomma, nel contesto appropriato. Ho voluto che la festa fosse per pochi intimi. Solo noi. Qualche telecamera. Un impianto sonoro semplice. Niente di costruito. Niente fronzoli. Voglio che i miei abbonati pensino di essere lì con noi, e non di guardare una trasmissione via cavo. Ed è per questo che ho ridotto al minimo la mia squadra. Con voi, nella casa, ci saremo solo io e Kate.»
Wainwright sfiorò leggermente la mano della ragazza.
Moore scosse la testa. Che modo di darle il permesso di parlare.
Kate alzò la Nikon con una mano. Mentre spiegava li guardò ciascuno negli occhi. «Documenterò il tempo che passeremo nella casa con diverse telecamere fisse wireless, e con questa. Andremo in streaming solo dal momento in cui inizierà l’intervista fino a quando finirà. Permettere agli spettatori di seguirci in tempo reale servirebbe solo a diluire tutto, spalmando l’audience su parecchie ore invece che su qualche minuto. Vogliamo creare un evento che attiri un grosso pubblico per lo streaming, ma resti abbastanza breve da diventare virale. Si tratta di arrivare a più persone possibile, il più in fretta possibile. Tutte le altre riprese che raccoglierò durante la serata saranno salvate su dischi fissi in wireless e montate successivamente. Questo non è Ghost Hunters. Non useremo visori notturni. Si tratta del nostro tempo insieme. Del vostro dialogo con Wainwright. Al centro dovreste esserci, e ci sarete, solo voi quattro.»
«Grazie, Kate.» Quando Wainwright si alzò, le gambe della sedia cigolarono. «Allora? Chi ci sta?»
«Io» annunciò Daniel, eccitato e nervoso.
Moore alzò gli occhi al cielo. «Ma certo.»
«Che c’è?» disse lui. «Sembra divertente.»
Sebastian inspirò con il naso, poi buttò fuori il fiato, lentamente. «Ci sto anch’io» disse, anche se con meno entusiasmo di Daniel. «Non sono ancora morto, e credo che a questo vecchio farebbe bene un po’ di movimento.»
«Siete seri, tutti e due?» domandò Moore. Guardò Sam. Si stava passando, con leggerezza, una mano sugli intricati tatuaggi che coprivano il suo braccio sinistro. «Tu non ci stai, vero?»
Sam guardò Moore e poi Sebastian Cole, che sembrava contento della propria decisione, con lo sguardo fermo e la schiena dritta. La possibilità di passare più tempo con quel membro della famiglia reale della letteratura lo stava chiaramente convincendo.
«’Fanculo. Ci sto» disse.
Moore fece un verso di disgusto.
Wainwright, però, si rivolse a lei come se non si fosse accorto di niente.
«Gli uomini sono tutti a bordo. E lei, signora Moore?»