Chapters (53)
- Copertina
- Il libro
- L’autore
- Kill Creek
- Prologo
- Un invito
- Uno
- Due
- Tre
- Quattro
- Cinque
- Sei
- Sette
- Otto
- Nove
- Un sussurro dall’altra parte del muro
- Dieci
- Undici
- Dodici
- Tredici
- Quattordici
- Quindici
- Sedici
- Diciassette
- Diciotto
- Un’ombra troppo lunga
- Diciannove
- Venti
- Ventuno
- Ventidue
- Ventitré
- Ventiquattro
- Venticinque
- L’arto fantasma
- Ventisei
- Ventisette
- Ventotto
- Ventinove
- Trenta
- Trentuno
- Trentadue
- Trentatré
- Trentaquattro
- Trentacinque
- Trentasei
- Trentasette
- Trentotto
- Trentanove
- Quaranta
- Sotto il tappeto
- Quarantuno
- Epilogo
- Ringraziamenti
Daniel ha ragione, si rese conto. I volti delle sorelle Finch non avevano la stessa qualità di quello di Wainwright, così simile a una maschera.
Wainwright allungò una mano e prese la fotografia a Sam. «È solo una fotografia. L’ho comprata su eBay» spiegò. «Tu sei fuori di testa, cazzo.»
Sam ansimava, alzando e abbassando il petto.
«Calmati adesso» gli sussurrò in un orecchio Sebastian. «Perché non esci a prendere un po’ d’aria? Ho paura che questa casa ti faccia un brutto effetto.»
Sam non si mosse.
«Dai retta a Sebastian» disse Moore.
Per un attimo, nessuno fu sicuro della prossima mossa di Sam, nemmeno Wainwright, che rimase immobile con il mento alzato.
Sebastian gli diede una pacca sulla spalla. «Vai.» Mentre si avviava alla porta principale, Sam incrociò lo sguardo di Kate. Era terrorizzata.
Ha paura di te, brutto pazzo figlio di puttana.
La porta d’ingresso si aprì e si richiuse. Sam non c’era più. Nel camino, le fiamme si alzarono un’ultima volta e poi si ritirarono, con una luce arancione splendente che aspettava con pazienza dentro ai ciocchi ormai consumati per metà.
Quindici
20:15
Sam scese i gradini in una manciata di secondi. Superò di corsa il vialetto di ghiaia e quel ridicolo pulmino Volkswagen. Davanti a lui, da qualche parte nel buio, c’era il ponte sopra il Kill Creek. Per un attimo fu sicuro che avrebbe semplicemente continuato a camminare, oltre il ponte, lungo la strada fino alla rampa di accesso alla Highway 10.
Si fermò a una cinquantina di metri dalla casa.
Calmati. Respira. Respira e basta.
Dopo il tramonto, la temperatura era scesa di almeno dieci gradi. Quando il vento aumentò, rabbrividì, ma non volle cedere al freddo. Sarebbe rimasto lì per tutto il tempo necessario, qualunque cosa pur di non rientrare e strangolare Wainwright a mani nude.
Però ti sbagliavi, pensò. Wainwright non aveva alcun piano segreto. Nessun sinistro legame con la casa. Ci ha solo teso una trappola, per girare il coltello nella piaga con ciascuno di noi davanti ai suoi follower.
Almeno, Sam aveva mantenuto la calma finché le telecamere non si erano spente. Sarebbe stato un disastro se si fosse scagliato contro Wainwright sotto gli occhi di tutto il mondo. Il filmato sarebbe diventato virale in un attimo, esattamente come avrebbe voluto Wainwright.
Non fargliene una colpa. Tutti volete che diventi virale. Volete solo avere un bell’aspetto quando succede.
Respirò a lungo, lentamente, finché le pulsazioni non tornarono regolari. Sì, era per questo che erano lì. Perché speravano tutti che centinaia di migliaia, per non dire milioni di persone, seguissero quell’intervista. Avevano tutti dei buoni motivi per aver bisogno che avesse successo.
Per Sam, significava un po’ di soldi facili e un modo per mantenere attuale il proprio nome, e questo a sua volta gli avrebbe fatto guadagnare il tempo necessario per scrivere finalmente quel maledetto libro.
Per iniziare quel maledetto libro, vuoi dire.