Chapters (53)
- Copertina
- Il libro
- L’autore
- Kill Creek
- Prologo
- Un invito
- Uno
- Due
- Tre
- Quattro
- Cinque
- Sei
- Sette
- Otto
- Nove
- Un sussurro dall’altra parte del muro
- Dieci
- Undici
- Dodici
- Tredici
- Quattordici
- Quindici
- Sedici
- Diciassette
- Diciotto
- Un’ombra troppo lunga
- Diciannove
- Venti
- Ventuno
- Ventidue
- Ventitré
- Ventiquattro
- Venticinque
- L’arto fantasma
- Ventisei
- Ventisette
- Ventotto
- Ventinove
- Trenta
- Trentuno
- Trentadue
- Trentatré
- Trentaquattro
- Trentacinque
- Trentasei
- Trentasette
- Trentotto
- Trentanove
- Quaranta
- Sotto il tappeto
- Quarantuno
- Epilogo
- Ringraziamenti
Sebastian gli diede una pacca sulla spalla. «Vai.» Mentre si avviava alla porta principale, Sam incrociò lo sguardo di Kate. Era terrorizzata.
Ha paura di te, brutto pazzo figlio di puttana.
La porta d’ingresso si aprì e si richiuse. Sam non c’era più. Nel camino, le fiamme si alzarono un’ultima volta e poi si ritirarono, con una luce arancione splendente che aspettava con pazienza dentro ai ciocchi ormai consumati per metà.
Quindici
20:15
Sam scese i gradini in una manciata di secondi. Superò di corsa il vialetto di ghiaia e quel ridicolo pulmino Volkswagen. Davanti a lui, da qualche parte nel buio, c’era il ponte sopra il Kill Creek. Per un attimo fu sicuro che avrebbe semplicemente continuato a camminare, oltre il ponte, lungo la strada fino alla rampa di accesso alla Highway 10.
Si fermò a una cinquantina di metri dalla casa.
Calmati. Respira. Respira e basta.
Dopo il tramonto, la temperatura era scesa di almeno dieci gradi. Quando il vento aumentò, rabbrividì, ma non volle cedere al freddo. Sarebbe rimasto lì per tutto il tempo necessario, qualunque cosa pur di non rientrare e strangolare Wainwright a mani nude.
Però ti sbagliavi, pensò. Wainwright non aveva alcun piano segreto. Nessun sinistro legame con la casa. Ci ha solo teso una trappola, per girare il coltello nella piaga con ciascuno di noi davanti ai suoi follower.
Almeno, Sam aveva mantenuto la calma finché le telecamere non si erano spente. Sarebbe stato un disastro se si fosse scagliato contro Wainwright sotto gli occhi di tutto il mondo. Il filmato sarebbe diventato virale in un attimo, esattamente come avrebbe voluto Wainwright.
Non fargliene una colpa. Tutti volete che diventi virale. Volete solo avere un bell’aspetto quando succede.
Respirò a lungo, lentamente, finché le pulsazioni non tornarono regolari. Sì, era per questo che erano lì. Perché speravano tutti che centinaia di migliaia, per non dire milioni di persone, seguissero quell’intervista. Avevano tutti dei buoni motivi per aver bisogno che avesse successo.
Per Sam, significava un po’ di soldi facili e un modo per mantenere attuale il proprio nome, e questo a sua volta gli avrebbe fatto guadagnare il tempo necessario per scrivere finalmente quel maledetto libro.
Per iniziare quel maledetto libro, vuoi dire.
Chiuse gli occhi e ascoltò ogni respiro, ciascuno più lento e più sereno dell’ultimo. Presto sentì la rabbia verso Wainwright che evaporava dalla sua pelle come acqua piovana sotto al sole.
Quella fotografia, però… Sam era sicuro del fatto che i volti delle sorelle Finch gli fossero sembrati esattamente come quello di Wainwright. Non se lo era immaginato, vero?
Certo che sì. Stai perdendo la testa. E non è perché sei in questa casa. Hai iniziato parecchio tempo fa. È per questo che Erin se n’è andata. È perché ti rifiutavi di darle la vita che voleva. Di darle un figlio. Perché sarebbe cresciuto per diventare incasinato proprio quanto te.
C’era un tale silenzio, là fuori. Un silenzio strano, come dentro una camera di deprivazione sensoriale.