Back Kill Creek
Chapters (53)
  1. Copertina
  2. Il libro
  3. L’autore
  4. Kill Creek
  5. Prologo
  6. Un invito
  7. Uno
  8. Due
  9. Tre
  10. Quattro
  11. Cinque
  12. Sei
  13. Sette
  14. Otto
  15. Nove
  16. Un sussurro dall’altra parte del muro
  17. Dieci
  18. Undici
  19. Dodici
  20. Tredici
  21. Quattordici
  22. Quindici
  23. Sedici
  24. Diciassette
  25. Diciotto
  26. Un’ombra troppo lunga
  27. Diciannove
  28. Venti
  29. Ventuno
  30. Ventidue
  31. Ventitré
  32. Ventiquattro
  33. Venticinque
  34. L’arto fantasma
  35. Ventisei
  36. Ventisette
  37. Ventotto
  38. Ventinove
  39. Trenta
  40. Trentuno
  41. Trentadue
  42. Trentatré
  43. Trentaquattro
  44. Trentacinque
  45. Trentasei
  46. Trentasette
  47. Trentotto
  48. Trentanove
  49. Quaranta
  50. Sotto il tappeto
  51. Quarantuno
  52. Epilogo
  53. Ringraziamenti

La figura sembrò sentirlo, e si fermò davanti al grosso ceppo di una quercia marcita. Non era Richard, ma una donna, con la pelle di qualche tonalità più scura della corteccia dell’albero che la riparava. Lo fissò: sembrava confusa dalla sua voce.

«Salve» disse lui, facendo un paio di metri nella sua direzione. «Chi sei?»

Lei non disse niente, ma mentre lui si avvicinava cominciò a scuotere la testa, lentamente. A ogni passo che Sebastian faceva, lei ne faceva un altro in direzione opposta. Continuava, comunque, a scuotere la testa.

«Mia cara, che cosa ti è successo?» domandò Sebastian.

Lei indietreggiò ancora di più nel bosco ombroso, il volto parzialmente oscurato dalla luce che scemava. Ora aveva alzato le mani, con i palmi aperti verso di lui, come se gli chiedesse di stare indietro.

Sebastian però non ascoltò. La seguì sempre più a fondo nella foresta, verso quel buio che li accolse entrambi come le braccia di un amante.

Daniel guardava senza dire una parola la macchia di sangue sul pavimento. Quella vista non lo preoccupava. Non era sangue suo.

Sebastian era ancora vivo. E dalla scia di sangue era chiaro che si era rifugiato nella sua stanza.

Accostò l’orecchio alla porta ma non sentì niente. Strinse più forte l’accetta tra le dita. Il manico era scivoloso per il sangue e il sudore.

All’inizio, questi momenti di pausa gli facevano quasi venire voglia di rinunciare. Si trovava a pensare a quelle persone come a degli amici, a ricordare frammenti di un tempo precedente alla morte di Claire, quando tutto aveva ancora un valore. Quel tempo però era passato. Non si poteva tornare indietro. Doveva andare fino in fondo.

Guardò da sopra la spalla e vide Claire, con i capelli biondo fragola che splendevano alla luce, e un sorriso caldo e affettuoso per suo padre.

Ne erano rimasti due, allora. Solo altri due, e poi lei sarebbe tornata da lui. Il loro sacrificio gli avrebbe permesso di ricostruire la sua famiglia. Quale uomo non avrebbe fatto tutto il possibile per salvare la sua famiglia?

In quel silenzio, Daniel ascoltò i battiti del suo cuore troppo sollecitato che buttava fuori l’aria a fatica, con respiri corti e bruschi. Ben presto si accorse di un altro rumore, dello scatto leggero di un chiavistello tirato.

Lentamente, la porta della camera si spalancò cigolando sui cardini.

Con cautela, Daniel sbirciò nella stanza.

C’era Sebastian, con la schiena al muro, che guardava nel vuoto. La metà inferiore della camicia e i pantaloni erano intrisi di sangue. Non era stato il vecchio ad aprire la porta.

Era stata la casa. La casa aveva fatto entrare Daniel.

«Lo faccio per lei» sussurrò mentre entrava nella stanza, con la porta che si chiudeva lentamente alle sue spalle.