Chapters (53)
- Copertina
- Il libro
- L’autore
- Kill Creek
- Prologo
- Un invito
- Uno
- Due
- Tre
- Quattro
- Cinque
- Sei
- Sette
- Otto
- Nove
- Un sussurro dall’altra parte del muro
- Dieci
- Undici
- Dodici
- Tredici
- Quattordici
- Quindici
- Sedici
- Diciassette
- Diciotto
- Un’ombra troppo lunga
- Diciannove
- Venti
- Ventuno
- Ventidue
- Ventitré
- Ventiquattro
- Venticinque
- L’arto fantasma
- Ventisei
- Ventisette
- Ventotto
- Ventinove
- Trenta
- Trentuno
- Trentadue
- Trentatré
- Trentaquattro
- Trentacinque
- Trentasei
- Trentasette
- Trentotto
- Trentanove
- Quaranta
- Sotto il tappeto
- Quarantuno
- Epilogo
- Ringraziamenti
«Jake percepisce il cambiamento, non solo nella sua famiglia ma anche in se stesso. Ha dieci anni, e sperimenta per la prima volta il feroce darwinismo sociale che trasformerà le sue scuole medie, e le superiori, in un inferno in terra. Si ritrova a godere della crudeltà che può esercitare sui ragazzi più deboli, tra gli applausi di quelli più popolari. Un giorno infila un bastone tra i raggi della bicicletta di un compagno di classe. Quel povero ragazzino vola per aria e si spezza una gamba. E mentre i ragazzi “giusti” assistono, Jake si china sul compagno caduto e gli torce la tibia fratturata, quanto basta per sentire le ossa che sfregano l’una contro l’altra. Non è tanto il fatto che gli piaccia fare queste cose a mettere paura a Jake; è il fatto che, pur sapendo che ciò che fa è assolutamente sbagliato, lui lo fa lo stesso, come se fosse uscito dal proprio corpo e guardasse un altro ragazzino di nome Jake, un estraneo con il suo viso, compiere quegli atti di sadismo.»
Fuori sembrò che una nuvola passasse davanti al sole, anche se quando Sam era arrivato il cielo era limpido e sereno per chilometri. Moore spostava il peso sui piedi nudi, mettendoli uno dietro l’altro come per tenersi pronta a scappare in qualunque momento. Prese gli orli del suo kimono e lo chiuse più stretto. Il buio strisciava alle sue spalle. Un senso di freddo aveva invaso la casa.
«Così, Jake inizia a sospettare della casa» continuò Sam. «Si appassiona alla sua storia, e prima scopre quella che sembra una serie di incidenti casuali che hanno colpito i precedenti proprietari. Poi comincia a venire fuori uno schema. Ciascuno degli occupanti ha abitato in quella casa solo per un anno, prima che gli capitasse qualcosa di brutto, in modo tanto terribile quanto inspiegabile. Un uomo aveva camminato per due chilometri a piedi nudi nella neve solo per sparare al vicino. Un figlio aveva chiuso a chiave la sorellina in un frigorifero abbandonato e l’aveva lasciata morire, senz’aria, piangendo e chiamando la mamma. All’inizio di questo percorso di morte c’era stato un episodio specifico: un uomo era stato assassinato da alcuni ladri e la sua fidanzata impiccata all’albero sul davanti della casa.»
Sam qui fece una pausa, leggendo una sorta di ammissione sul volto di Moore. «Lo so» disse. «Questa sembra di averla già sentita.»
Moore fece un semplice cenno d’assenso. Era, forse per la prima volta in vita sua, senza parole.
Sam prese fiato e continuò. «A ogni modo, più Jake fa ricerche sulla casa, più deve lottare contro la sua influenza, più forti diventano quei rumori dietro al muro del corridoio al piano più alto. È come se qualcosa stesse cercando di uscire. Lui, però, è l’unico che può sentirlo.