Back Kill Creek
Chapters (53)
  1. Copertina
  2. Il libro
  3. L’autore
  4. Kill Creek
  5. Prologo
  6. Un invito
  7. Uno
  8. Due
  9. Tre
  10. Quattro
  11. Cinque
  12. Sei
  13. Sette
  14. Otto
  15. Nove
  16. Un sussurro dall’altra parte del muro
  17. Dieci
  18. Undici
  19. Dodici
  20. Tredici
  21. Quattordici
  22. Quindici
  23. Sedici
  24. Diciassette
  25. Diciotto
  26. Un’ombra troppo lunga
  27. Diciannove
  28. Venti
  29. Ventuno
  30. Ventidue
  31. Ventitré
  32. Ventiquattro
  33. Venticinque
  34. L’arto fantasma
  35. Ventisei
  36. Ventisette
  37. Ventotto
  38. Ventinove
  39. Trenta
  40. Trentuno
  41. Trentadue
  42. Trentatré
  43. Trentaquattro
  44. Trentacinque
  45. Trentasei
  46. Trentasette
  47. Trentotto
  48. Trentanove
  49. Quaranta
  50. Sotto il tappeto
  51. Quarantuno
  52. Epilogo
  53. Ringraziamenti

Un’altra voce, una ragazza, da qualche parte a destra dell’aula, lo seguì esclamando: «Ci parli di Sotto il tappeto!».

Diversi studenti, per eccesso di zelo, si misero a gridare e a fischiare.

Attento, si raccomandò Sam. Vogliono sbucciarti come una cipolla.

Diede una strizzata alla pelle scabra, simile a quella di un rettile, del braccio coperto di cicatrici.

Gli applausi cessarono.

«Okay. Va bene. Come viene rappresentata la tradizione gotica nel mio lavoro? Dunque, con Sotto il tappeto ho provato ad approfittare di questi quattro elementi per creare un moderno romanzo gotico. Un operaio, un genitore single, si trasferisce con il figlio in una vecchia e polverosa fattoria dell’Oklahoma. Ecco il punto uno del nostro elenco: origine da una località precisa. L’uomo spera che il sangue e il sudore ridaranno vita a quella terra piena di sassi, spera di riuscire a convincerla con le buone a far crescere di nuovo qualcosa, ma non si rende conto che quel pezzo di terra dimenticato da tutti è sterile per via di qualcosa che era successo proprio lì un secolo prima. Se avete letto il romanzo, sapete di cosa sto parlando. Se non lo avete letto, non vi rovinerò il piacere, ma sappiate che c’entrano un assassino di bambini, un bambino rapito e un gesto violento, una vendetta. Ecco il punto due: la storia proibita, dimenticata. Il punto tre – la decadenza e la rovina – arriva sotto forma della fattoria stessa. È presente, tuttavia, anche in ciò che accade al rapporto tra il padre e suo figlio. Per prima cosa, quando gli sforzi dell’uomo di coltivare qualcosa non ottengono altro risultato che un po’ di erbacce, e in seguito quando il figlio comincia a dar segno di possedere uno strano e spaventoso potere psichico. Ed ecco il numero quattro: la corruzione dell’innocente. Vedete, il potere che questo ragazzo comincia a mostrare non è un dono di Dio, ma l’effetto collaterale di un male più grande, che cerca di tornare in vita. Mescolateci qualche parallelismo tematico sulla fertilità e sulla fragilità del maschio, agitate per bene con qualche uccisione, sperabilmente inaspettata, un po’ di violenza sconvolgente, guarnite con una botola che si trova letteralmente sotto il tappeto ed ecco che avete un assaggio, morbido e gustoso, di moderno horror gotico con abbastanza carattere da rammentarvi che non è una bevanda adatta ai bambini.»

Una risata benevola si diffuse tra gli studenti come un’onda. Poi una ragazza dalla carnagione chiara e i capelli rossi alzò la mano. Prima ancora che Sam le desse la parola, gli domandò: «Insomma, qual è il suo segreto?».

Sam sentì odore di fumo. Il respiro gli si bloccò in gola, quasi soffocandolo. A un tratto l’aria prese un sapore forte, grigio, come di fuliggine, di cenere.

«Mi scusi» disse, dopo essere riuscito a deglutire. «Che cosa intende?»