Back Kill Creek
Chapters (53)
  1. Copertina
  2. Il libro
  3. L’autore
  4. Kill Creek
  5. Prologo
  6. Un invito
  7. Uno
  8. Due
  9. Tre
  10. Quattro
  11. Cinque
  12. Sei
  13. Sette
  14. Otto
  15. Nove
  16. Un sussurro dall’altra parte del muro
  17. Dieci
  18. Undici
  19. Dodici
  20. Tredici
  21. Quattordici
  22. Quindici
  23. Sedici
  24. Diciassette
  25. Diciotto
  26. Un’ombra troppo lunga
  27. Diciannove
  28. Venti
  29. Ventuno
  30. Ventidue
  31. Ventitré
  32. Ventiquattro
  33. Venticinque
  34. L’arto fantasma
  35. Ventisei
  36. Ventisette
  37. Ventotto
  38. Ventinove
  39. Trenta
  40. Trentuno
  41. Trentadue
  42. Trentatré
  43. Trentaquattro
  44. Trentacinque
  45. Trentasei
  46. Trentasette
  47. Trentotto
  48. Trentanove
  49. Quaranta
  50. Sotto il tappeto
  51. Quarantuno
  52. Epilogo
  53. Ringraziamenti

Sam cominciò a passeggiare più in fretta, con l’aumentare del proprio entusiasmo per l’argomento. «Cosa rende, dunque, certe storie “gotiche” in maniera quasi congenita? Nightmare, il cui titolo per esteso è Nightmare on Elm Street, ruota intorno al segreto che i genitori di Elm Street nascondono ai propri figli, cioè che tempo prima si erano fatti giustizia da soli e avevano ucciso Freddy Krueger. Saw ci costringe a cercare di indovinare la vera identità e il movente di Jigsaw. Allora perché non li sentiamo radicati nella tradizione gotica come altri film horror?»

Gli studenti si guardarono l’un l’altro, a disagio, perché nessuno voleva essere il primo a dare una risposta sbagliata.

«Okay» disse alla fine Sam. «Credo che i motivi siano diversi, e tutti importanti.»

Quando Sam lo stappò, l’odore chimico di un pennarello cancellabile si diffuse nell’aria. Si voltò verso un’enorme lavagna montata sulla parete alle sue spalle e rapidamente scrisse la prima voce dell’elenco.

«Uno: origine da una località precisa» disse a voce alta mentre scriveva.

Si voltò per chinarsi su un pesante leggio di legno, mentre si rivolgeva direttamente all’aula. «Sì, il titolo ci dice che l’incubo riguarda Elm Street, ma nel film non abbiamo mai la percezione che il male abbia origine proprio in quel posto. La sceneggiatura fa molto poco per darci il senso della topografia di Elm Street, della vicinanza reciproca dei bambini presi di mira, e non sappiamo nemmeno se i terribili atti di Freddy, passati o presenti, siano strettamente confinati a quel quartiere di Springwood. Alla fine, l’antisettica sicurezza di “Elm Street” si limita a contrapporsi bene, nel titolo, alla devastante minaccia di “Nightmare”.

«Non aprite quella porta, d’altra parte, si concentra perlopiù su una vecchia casa nella campagna texana. Se i ragazzini, fatalmente troppo curiosi, non si fossero mai avvicinati alla casa di “Faccia di cuoio”, sarebbero rimasti tutti di un pezzo. Il male è dietro quella porta. Non apritela, e non avrete niente di cui preoccuparvi.»

Il pennarello cancellabile squittì come uno scoiattolo mentre sfrecciava di nuovo sulla lavagna.

«Due: senso di una storia proibita. L’ubicazione deve essere associata a una vicenda oscura, che sia la relazione illecita tra Quint e l’ex governante nel Giro di vite o il sogno erotico dello sviluppo suburbano in Poltergeist, un quartiere che guarda caso è stato edificato sopra ai cadaveri di un vecchio cimitero. Anche in questi esempi, saldamente radicati nel soprannaturale, la storia proibita viene tenuta nascosta di proposito ai nostri protagonisti.