Back Kill Creek
Chapters (53)
  1. Copertina
  2. Il libro
  3. L’autore
  4. Kill Creek
  5. Prologo
  6. Un invito
  7. Uno
  8. Due
  9. Tre
  10. Quattro
  11. Cinque
  12. Sei
  13. Sette
  14. Otto
  15. Nove
  16. Un sussurro dall’altra parte del muro
  17. Dieci
  18. Undici
  19. Dodici
  20. Tredici
  21. Quattordici
  22. Quindici
  23. Sedici
  24. Diciassette
  25. Diciotto
  26. Un’ombra troppo lunga
  27. Diciannove
  28. Venti
  29. Ventuno
  30. Ventidue
  31. Ventitré
  32. Ventiquattro
  33. Venticinque
  34. L’arto fantasma
  35. Ventisei
  36. Ventisette
  37. Ventotto
  38. Ventinove
  39. Trenta
  40. Trentuno
  41. Trentadue
  42. Trentatré
  43. Trentaquattro
  44. Trentacinque
  45. Trentasei
  46. Trentasette
  47. Trentotto
  48. Trentanove
  49. Quaranta
  50. Sotto il tappeto
  51. Quarantuno
  52. Epilogo
  53. Ringraziamenti

A undici anni, suo padre portò Sam al piccolo banco dei pegni al secondo isolato di Walnut Street, in quello che la microscopica cittadina di Blantonville definiva ambiziosamente “centro”. L’insegna di plastica sopra alla porta indicava il nome del negozio: RED ROBBIE’S PAWN AND LOAN. Una sola lampadina ronzava arrabbiata dentro l’insegna, e ogni tanto sfarfallava per avvertire che presto avrebbe raggiunto la sorella nel paradiso dei filamenti spezzati.

Robbie era un alcolizzato che si reggeva in piedi per miracolo, e questo spiegava il caratteristico naso rosso con i capillari rotti e la punta bulbosa, e il fatto che il negozio chiudesse già alle quattro del pomeriggio, orario che guarda caso coincideva con l’inizio dell’happy hour al Brick House. Per quanto ne sapeva Sam, nessuno aveva mai approfittato dei prestiti di Robbie, e questo senza volerlo aggiungeva una certa ironia alla promessa di “bassi tassi d’interesse” di un’altra insegna. Molti, però, in città avevano impegnato qualche oggetto. Le file di scaffali di metallo tutti storti e le vetrine coperte di ditate traboccavano di una disordinata collezione di meraviglie usate, esposte senza alcun criterio.

Il papà di Sam, un uomo timido e magro con la voce flautata, si era fermato al bancone per chiedere a Red Robbie in persona dove poteva trovare un tostapane a meno di dieci dollari. Erano passati due anni dall’incendio, e loro vivevano ancora nella sistemazione “temporanea” degli West Hook Apartments: Sam, Jack e il padre in un appartamento di due camere molto economico, anche se Jack non c’era quasi mai. Jack passava quasi ogni notte a casa della sua ragazza Crystal, la cui madre era affettuosa e piena di calore e di premure, tutte cose che Sam e Jack non avevano mai conosciuto.

Mentre il padre tirava sul prezzo del tostapane con Robbie, Sam fu lasciato solo a girare tra le corsie e fissare, stupito, quei tesori che quasi tutti avrebbero chiamato “immondizia”. Il braccio sinistro era ancora avvolto nella garza come quello di una mummia, anche se non ce n’era più bisogno. I trapianti di pelle sul braccio erano guariti, lasciando una guaina di tessuto cicatriziale scabro e coperto di chiazze, ma non era pronto a mostrarlo a chiunque. Entrando nel negozio Sam non aveva detto una parola, e suo padre per scusarsi aveva offerto a Robbie un sorrisetto triste. La maggior parte delle persone, in città, sapeva di non doversi aspettare una grande conversazione dal ragazzo. Non adesso. Non dopo quanto era successo.