Chapters (53)
- Copertina
- Il libro
- L’autore
- Kill Creek
- Prologo
- Un invito
- Uno
- Due
- Tre
- Quattro
- Cinque
- Sei
- Sette
- Otto
- Nove
- Un sussurro dall’altra parte del muro
- Dieci
- Undici
- Dodici
- Tredici
- Quattordici
- Quindici
- Sedici
- Diciassette
- Diciotto
- Un’ombra troppo lunga
- Diciannove
- Venti
- Ventuno
- Ventidue
- Ventitré
- Ventiquattro
- Venticinque
- L’arto fantasma
- Ventisei
- Ventisette
- Ventotto
- Ventinove
- Trenta
- Trentuno
- Trentadue
- Trentatré
- Trentaquattro
- Trentacinque
- Trentasei
- Trentasette
- Trentotto
- Trentanove
- Quaranta
- Sotto il tappeto
- Quarantuno
- Epilogo
- Ringraziamenti
Wainwright passò un dito in aria, in linea retta, per indicare il tenue collegamento dello streaming.
Gli piace un sacco, pensò Sam. Il brivido dello spettacolo.
«Dopo mezz’ora, gli spettatori dello streaming erano passati da diecimila a più di centomila. E questo prima che le creature cominciassero a uscire dall’oscurità.»
Sorrise, eppure reagirono solo gli angoli della bocca; il resto di quel volto gommoso rimase immobile. Perfino i suoi occhi sembravano resistere a quell’accenno di gioia.
«Erano tutti d’accordo, ovviamente. Quelli del film, la London Underground Limited, perfino la polizia. In realtà, il treno viaggiava su una linea in disuso. Non ci fu mai un vero rischio di collisione con un altro treno. Era il nostro set cinematografico privato, solo per quella sera. I media ci andarono a nozze, e arrivarono un migliaio di telefonate. Per tutto il giorno, l’hashtag #underground rimase in cima all’elenco dei top trend. Fu la nostra piccola Guerra dei mondi. Alla fine il gruppo arrivò alla prima del film, tutti vivi e vegeti e con le membra al loro posto, e fu svelato lo stratagemma. La mattina dopo, il video aveva superato il milione di visualizzazioni, per arrivare a dieci milioni alla fine della settimana.»
Il magnate di Internet adesso si era alzato, e stringeva con le mani il bordo della scrivania.
«Abbiamo trasformato quella che poteva essere la solita prima di un film horror non certo indimenticabile in un’esperienza che capita una volta nella vita e offusca i confini tra realtà e finzione. Un evento assai più sensazionale dello stesso film.»
«E allora vorrebbe fare… cosa?» domandò asciutto Sam. «Mettermi sulla metropolitana così la gente può guardarmi scrivere?»
Wainwright tornò a sedersi, con attenzione. Ci fu un lungo momento di silenzio, mentre il giovane raccoglieva le idee.
«Ho creato WrightWire non solo per promuovere il mondo dell’horror e del fantasy in generale, ma per sostenere le cose per cui, secondo me, la gente dovrebbe perdere la testa. Film. Tivù. Musica. Siti web. Libri. Voglio rimuovere lo stigma da questo genere e cementarlo ben saldo nel mainstream, per mostrare al mondo che va benissimo abbracciare il proprio lato più oscuro, celebrare l’ignoto. Così, con l’avvicinarsi di Halloween, ho immaginato che fosse il momento perfetto per ricordare alle persone che dovrebbero impazzire per Sam McGarver. Ricordargli le storie per cui milioni di lettori se la sono fatta sotto. Dargli qualche illuminazione su ciò che fa funzionare McGarver. Magari stuzzicarli con un assaggio del suo nuovo romanzo.»
In una stanza, in una casa dall’altra parte della città, su una scrivania sotto a una finestra panoramica, un cursore faceva blink, blink, blink su uno schermo di computer.
Sam fece una smorfia, sentendo il petto che si stringeva. «Guardi, Wainwright, lo apprezzo davvero. Sul serio. È un’offerta generosa.»
«Su questo ha ragione, amico. Allora accetti.»
«Adesso devo concentrarmi sul nuovo libro. Forse quando avrò finito. Forse allora potrà seppellirmi vivo, o quello che vuole, e farci un bello streaming per i suoi follower.»