Back Kill Creek
Chapters (53)
  1. Copertina
  2. Il libro
  3. L’autore
  4. Kill Creek
  5. Prologo
  6. Un invito
  7. Uno
  8. Due
  9. Tre
  10. Quattro
  11. Cinque
  12. Sei
  13. Sette
  14. Otto
  15. Nove
  16. Un sussurro dall’altra parte del muro
  17. Dieci
  18. Undici
  19. Dodici
  20. Tredici
  21. Quattordici
  22. Quindici
  23. Sedici
  24. Diciassette
  25. Diciotto
  26. Un’ombra troppo lunga
  27. Diciannove
  28. Venti
  29. Ventuno
  30. Ventidue
  31. Ventitré
  32. Ventiquattro
  33. Venticinque
  34. L’arto fantasma
  35. Ventisei
  36. Ventisette
  37. Ventotto
  38. Ventinove
  39. Trenta
  40. Trentuno
  41. Trentadue
  42. Trentatré
  43. Trentaquattro
  44. Trentacinque
  45. Trentasei
  46. Trentasette
  47. Trentotto
  48. Trentanove
  49. Quaranta
  50. Sotto il tappeto
  51. Quarantuno
  52. Epilogo
  53. Ringraziamenti

Lei si voltò di scatto, per guardare Sam con il suo occhio terribile. Per la prima volta lui notò che le erano ricresciuti i capelli ai lati della testa, dove li aveva rasati. Non erano più quella criniera così alla moda che erano stati. Adesso cominciavano a somigliare al più lungo taglio mullet del mondo.

«Come facevi a saperlo?»

«Perché è esattamente dove mi sono fermato io» disse Sam. «Nel libro che sto scrivendo. Nel libro che sto scrivendo da sei mesi.»

Moore strinse le palpebre, mentre scrutava attentamente Sam.

«Di che parla?» domandò lei. «Questo tuo libro?»

Nello studio di Moore, nella sua casa simile a un blocco di calcestruzzo in cima a una collina sopra Hollywood, California, Sam le svelò qualcosa che nemmeno il suo editore sapeva. Raccontò a Moore la trama del suo nuovo romanzo. Non solo il riassunto, come faceva di solito quando gli chiedevano di un nuovo progetto, ma tutto quanto, dall’inizio alla fine, ogni svolta e colpo di scena e perfino i momenti chiave che nelle recensioni venivano preceduti da una specie di insegna al neon lampeggiante: ATTENZIONE SPOILER!

Le raccontò tutto.

«Comincia con una casa. Non una residenza in stile gotico, ma una casa come tutte le altre, in una cittadina del Kansas. Una famiglia trasloca. Marito, moglie e due figli: una femmina, Alex, di quindici anni; un maschio, Jake, di dieci. All’inizio va tutto bene. Il padre trova un nuovo lavoro. La madre si unisce al gruppo genitori-insegnanti. C’è qualcosa che non torna, però. All’inizio Alex lo percepisce, ma lo liquida in fretta. Jake invece non riesce a smettere di pensarci. La notte si sentono dei rumori, dietro al muro in fondo al corridoio del piano più alto, subito dopo quella che sembra l’unica stanza che c’è lassù, la stanza per il cucito.

«Poi le cose cominciano ad andare a rotoli. Il padre al lavoro ha un’assistente giovane e carina, e cerca in ogni modo di scoparsela, anche se la sua famiglia resta la cosa più importante della sua vita. Non vuole tanto fare l’amore con lei, vuole proprio scoparla di brutto, e che le piaccia o no. La mamma, una convinta pacifista, comincia ad avere delle visioni, terribilmente vivide, di se stessa che uccide, brutalmente, la madre di uno dei compagni di scuola di Jake, una ricca stronza chiacchierona. Alex, che una volta era una studentessa modello, un’atleta, una ragazza espansiva da ogni punto di vista, è diventata una specie di reclusa, una Renfield adolescente, con una collezione di insetti e uccelli morti, e alla fine nasconderà qualcosa di molto, molto peggiore sotto un mucchio di foglie nel seminterrato.