Back Kill Creek Save as PDF
Chapters (53)
  1. Copertina
  2. Il libro
  3. L’autore
  4. Kill Creek
  5. Prologo
  6. Un invito
  7. Uno
  8. Due
  9. Tre
  10. Quattro
  11. Cinque
  12. Sei
  13. Sette
  14. Otto
  15. Nove
  16. Un sussurro dall’altra parte del muro
  17. Dieci
  18. Undici
  19. Dodici
  20. Tredici
  21. Quattordici
  22. Quindici
  23. Sedici
  24. Diciassette
  25. Diciotto
  26. Un’ombra troppo lunga
  27. Diciannove
  28. Venti
  29. Ventuno
  30. Ventidue
  31. Ventitré
  32. Ventiquattro
  33. Venticinque
  34. L’arto fantasma
  35. Ventisei
  36. Ventisette
  37. Ventotto
  38. Ventinove
  39. Trenta
  40. Trentuno
  41. Trentadue
  42. Trentatré
  43. Trentaquattro
  44. Trentacinque
  45. Trentasei
  46. Trentasette
  47. Trentotto
  48. Trentanove
  49. Quaranta
  50. Sotto il tappeto
  51. Quarantuno
  52. Epilogo
  53. Ringraziamenti

«Che sta succedendo?» domandò Sam.

«È quello che voglio scoprire» disse Moore.

«Rilassatevi, tutti» ordinò Ready con l’accento del Texas. «Il mio collega deve parlare un attimo da solo con il signor Slaughter.»

D’istinto, Kate alzò la videocamera. «Di cosa stanno parlando?» chiese da dietro l’obiettivo.

Ready deglutì a fatica; era evidente che quella situazione lo metteva a disagio. «Ho paura di non poterglielo dire, signora. Sono questioni personali.»

L’agente grosso, un uomo sulla cinquantina che il distintivo identificava come VICESCERIFFO B. MONTGOMERY, aveva poggiato una mano sul braccio di Daniel. Non intorno al braccio, per impedirgli di fuggire. Sotto, per offrirgli sostegno se le sue gambe avessero ceduto.

Moore e Wainwright proseguivano con la loro raffica di domande, con Wainwright che aveva preso l’imbeccata da Kate e rifiutava di lasciarsi sfuggire di mano un nuovo sviluppo nella storia.

«C’è qualcosa che non va» Sebastian sussurrò a Sam.

Aveva ragione. Il contegno del vicesceriffo Montgomery non era cambiato, ma il volto di Daniel adesso era contratto in una smorfia, simile al muso di un carlino. Cominciò a tremargli il labbro inferiore. Sotto gli occhi di Sam, Daniel si accasciò al suolo. All’improvviso un diluvio di lacrime gli scese sulle guance. Il vicesceriffo Montgomery cercò di tenerlo in piedi, ma l’uomo era troppo pesante per lui. Alla fine si rassegnò a chinarsi su un ginocchio, mentre il grande corpo di Daniel veniva scosso da singhiozzi incontrollabili.

Wainwright e Moore interruppero l’interrogatorio, e il gruppo rimase in un silenzio stupefatto. Sapevano che stavano assistendo a un momento sacro, a uno di quei dolori capaci di far perdere il senno a un essere umano. Perfino Moore sembrava a disagio, in presenza di una sofferenza come quella, che lacerava l’anima.

«Ci dica cosa è successo» Sam disse al vicesceriffo Ready.

Ready aprì la bocca, pronto a rispondere con il solito: «Non posso farlo», poi ci ripensò. Lasciò cadere la sua maschera da poliziotto quasi senza sforzo, e in un attimo fu di nuovo soltanto un ragazzo di campagna, educato e disponibile.

«Stamani sua figlia è rimasta uccisa» rispose Ready, con le parole che facevano lo stesso rumore di una carta vecchia e ingiallita che si strappa.

Quella rivelazione li colpì come un pugno al torace, e l’impatto arrestò i loro cuori per un battito intero.

«Come?» domandò Kate, con una terribile voce stridula.

«Un incidente d’auto. La ragazza tornava a casa dopo aver passato la notte fuori, per Halloween, quando una macchina ha perso il controllo e ha invaso l’altra corsia. È andata a sbattere dritta contro il fianco della sua auto. O almeno è quello che è successo secondo noi. L’impatto l’ha uccisa sul colpo.»

Ed eccola lì, una verità così definitiva da far venire la nausea. Non c’era nient’altro da dire.