Chapters (53)
- Copertina
- Il libro
- L’autore
- Kill Creek
- Prologo
- Un invito
- Uno
- Due
- Tre
- Quattro
- Cinque
- Sei
- Sette
- Otto
- Nove
- Un sussurro dall’altra parte del muro
- Dieci
- Undici
- Dodici
- Tredici
- Quattordici
- Quindici
- Sedici
- Diciassette
- Diciotto
- Un’ombra troppo lunga
- Diciannove
- Venti
- Ventuno
- Ventidue
- Ventitré
- Ventiquattro
- Venticinque
- L’arto fantasma
- Ventisei
- Ventisette
- Ventotto
- Ventinove
- Trenta
- Trentuno
- Trentadue
- Trentatré
- Trentaquattro
- Trentacinque
- Trentasei
- Trentasette
- Trentotto
- Trentanove
- Quaranta
- Sotto il tappeto
- Quarantuno
- Epilogo
- Ringraziamenti
C’era Erin, con il volto rigato di lacrime, sulla soglia della loro casa. Lo implorava di chiederle di restare. E c’era lui, seduto sulle scale, completamente stordito, che si rifiutava di darle quello che voleva più di ogni altra cosa, una famiglia, un figlio. Lei aveva sopportato i suoi cambiamenti di umore, lo aveva amato perfino mentre si allontanava sempre di più da lei. Questa però era l’ultima goccia. Lui si rifiutava di darle la felicità, perché aveva paura.
«Sì. Lo ricordo.»
«Due ricordi molto diversi ma egualmente nitidi» disse Sebastian. «Uno felice. Uno doloroso. Eppure sono entrambi importanti. Definiscono ciò che sei.»
«Sebastian, di che stai parlando?»
L’altro sospirò, accavallando le gambe e mettendo le mani giunte in grembo. «Io mi preoccupavo sempre di tante cose. Mi preoccupavo che la mia scrittura non venisse presa sul serio. Mi preoccupavo di non essere in grado di tirarne fuori una carriera. Mi preoccupavo che mia moglie scoprisse che ero omosessuale e, dopo che lo ebbe scoperto, mi preoccupavo che anche il pubblico lo scoprisse.»
Sam lo guardò, ma Sebastian non incrociò il suo sguardo. Sam non aveva mai conosciuto questo dettaglio della vita del suo idolo. Prima che potesse commentare, il vecchio continuò: «E, qualche anno fa, quando al mio amato Richard fu diagnosticato un cancro, ho avuto paura che non riuscisse a sconfiggerlo. E non ci è riuscito».
«Mi dispiace.» Sam non riuscì a dire altro, e si vergognò della debolezza di quelle parole.
Sebastian prese il bicchiere di whisky dal tavolino, ma non bevve. Mosse il bicchiere, facendo girare quel liquido ambrato.
«Ho avuto paura di tutte queste cose, ma alla fine, loro hanno fatto di me ciò che sono.»
Buttò giù un sorso di whisky e fece una smorfia perché bruciava. «Tieniteli stretti i ricordi, Sam. Quelli buoni e quelli cattivi.» Guardò il liquore nel bicchiere. «Perché un giorno, prima di quanto immagini, li potrai perdere. Se ne andranno uno per volta. La cosa peggiore, quando accadrà, sarà per il ricordo dell’amore. L’amore è calore. È come fuoco greco; non importa quanto gli altri provino a spegnerlo, lui brucia ancora più intensamente. Io voglio ricordare l’amore, Sam. Voglio ricordarlo per sempre. Perché il pensiero di perderlo, be’, non c’è niente che metta più paura. Nemmeno in questa decrepita vecchia casa.»
Le fiamme tremarono quando una folata di vento scese lungo la canna fumaria del camino.
Sebastian guardò l’orologio, poi si alzò di scatto dalla poltrona. «Sono quasi le dieci e mezzo. Temo che per questo vecchio sacco d’ossa sia ora di andare a letto.» Passò davanti al fuoco, con cautela. Mentre lo faceva, toccò leggermente Sam su una spalla, poi continuò a camminare.
Era già quasi nell’atrio quando Sam disse: «Buonanotte, Sebastian».
Si fermò e sorrise. «Buonanotte, Sam.»
Sam guardò il vecchio che si voltava e svaniva nel buio.