Chapters (53)
- Copertina
- Il libro
- L’autore
- Kill Creek
- Prologo
- Un invito
- Uno
- Due
- Tre
- Quattro
- Cinque
- Sei
- Sette
- Otto
- Nove
- Un sussurro dall’altra parte del muro
- Dieci
- Undici
- Dodici
- Tredici
- Quattordici
- Quindici
- Sedici
- Diciassette
- Diciotto
- Un’ombra troppo lunga
- Diciannove
- Venti
- Ventuno
- Ventidue
- Ventitré
- Ventiquattro
- Venticinque
- L’arto fantasma
- Ventisei
- Ventisette
- Ventotto
- Ventinove
- Trenta
- Trentuno
- Trentadue
- Trentatré
- Trentaquattro
- Trentacinque
- Trentasei
- Trentasette
- Trentotto
- Trentanove
- Quaranta
- Sotto il tappeto
- Quarantuno
- Epilogo
- Ringraziamenti
«Ricordo cose di quando ero piccolo, come se fossero successe cinque minuti fa. Ricordo cosa indossavo il primo giorno all’asilo. Ricordo il volto orgoglioso di mio padre, quando imparai ad andare in bicicletta. Ricordo mia madre che pianse quando scoprì che suo padre – mio nonno – era morto di un attacco di cuore. Ricordo il volto di Richard il giorno prima di scoprire di essere malato, l’ultimo giorno perfetto delle nostre vite.»
Seguendo lo sguardo di Sebastian, Sam cercò tra le fiamme, domandandosi cosa potesse vederci il vecchio. Il fuoco guizzava vivace. Le fiamme arrivavano quasi all’architrave del camino.
Sam sentì odore di fumo, e gli venne il voltastomaco.
«Dimmi, Sam, qual è il tuo ricordo più nitido?»
La domanda arrivò del tutto inaspettata.
«Non capisco…»
«Raccontamelo.»
Nella mente di Sam comparve un’immagine, silenziosa quanto vivida. Cercò di allontanarla, di forza.
«Ehm… Non so, Sebastian…»
Sebastian scosse la testa. «No. Hai pensato a qualcosa, nell’attimo in cui ti ho fatto la domanda. Cos’era?»
Una casa in fiamme. Suo fratello che lo trattiene. Liberarsi dalla stretta di Jack. Tuffare una mano nelle macerie infuocate. Le fiamme che gli divorano la carne.
Una padella di ghisa, incrostata di sangue. La sua mano tremante che stringe il manico.
Allontanò di forza queste immagini e lottò in cerca di qualcosa di meglio.
«Sam?»
«Il mio matrimonio» mentì Sam. Si aggrappò disperatamente a questo nuovo ricordo e strinse forte. «Pensavo al mio matrimonio. A mia moglie che sorride mentre percorre la navata. È un cliché, lo so. Ma la vedo proprio com’era. Sento il profumo dei fiori. Rose bianche. A centinaia.» Non si era accorto che quel ricordo lo faceva sorridere.
«E perché pensi che l’immagine di tua moglie il giorno del vostro matrimonio sia rimasta così nitida nella tua mente?»
«Era un giorno importante…»
«A parte questo.»
«Non lo so» disse Sam, con assoluta sincerità. Poi gli venne in mente qualcosa. «Perché era perfetto, credo. Un momento perfetto. Una vita perfetta.»
«E cosa è successo a quella vita perfetta?»
Sam guardò ancora più a fondo nel fuoco, offrendo le sue parole alle fiamme. «Ho rovinato tutto. Ho allontanato mia moglie.»
«Perché?»
«Perché non la merito.»
«Perché?»
«È troppo buona» disse, bruscamente. Lo aveva pensato infinite volte ma non lo aveva mai detto a voce alta. Adesso, qui, con Sebastian, si sentiva al sicuro e poteva farlo. «Lei è una persona buona, io invece…»
Sono cattivo. Per quello che ho fatto.
Scosse la testa. «Ma non importa perché. È andata via.»
«E ricordi il momento in cui ti sei reso conto di averla perduta per sempre?»