Contents ( 5)
p. 108 “Lily Wilson si innamorò del signor Righi, la guardia.” La vita di Lily Wilson è estremamente oscura, e richiede a gran voce i servigi del biografo. Nessuna figura umana nelle lettere dei Browning, fatta eccezione per i personaggi principali, eccita di più, o disorienta, la nostra fantasia. Il suo nome di battesimo era Lily, il cognome Wilson. Questo è tutto ciò che sappiamo della sua nascita e della sua educazione. Se fosse figlia di un contadino nel vicinato di Hope End, e avesse trovato favore presso la cuoca dei Barrett grazie alla sua buona creanza o alla pulizia del suo grembiule, cosicché quand’era giunta nella nobile casa per una commissione, la signora Barrett aveva trovato una scusa per entrare nella stanza proprio in quel momento e aveva pensato così bene di lei che l’aveva presa a servizio come cameriera per Miss Elizabeth; se fosse una Cockney; se venisse dalla Scozia – è impossibile dirlo. A ogni modo era a servizio di Miss Barrett nell’anno 1846. Era una “domestica costosa” – lo stipendio era di sedici sterline l’anno. Dato che parlava raramente quanto Flush o quasi, i tratti del suo carattere sono poco noti; e dato che Miss Barrett non scrisse mai un poemetto su di lei, il suo aspetto ci è molto meno familiare di quello di lui. Eppure è chiaro dalle indicazioni nelle lettere che, all’inizio, era una di quelle cameriere britanniche riservate, corrette quasi oltre l’umano, che a quel tempo rappresentavano la gloria dei seminterrati di Gran Bretagna. È ovvio che Wilson avesse il puntiglio dei diritti e delle cerimonie. Wilson indubbiamente riveriva “la camera”; Wilson sarebbe stata la prima a insistere che i servitori di rango più basso mangiassero il pudding in un posto, e i loro superiori in un altro. Tutto questo è implicito nel commento che fece quando picchiò Flush con la mano “perché era giusto così”. Un tale rispetto per le convenzioni, non c’è bisogno di dirlo, genera estremo orrore davanti a qualunque infrazione del codice; cosicché quando Wilson dovette affrontare i ranghi inferiori di Manning Street si allarmò molto di più, e fu ben più certa che i ladri di cani fossero assassini, in confronto a Miss Barrett. Allo stesso tempo, il modo eroico in cui superò il terrore e accompagnò Miss Barrett in carrozza dimostra quanto profondamente fosse radicata in lei l’altra convenzione, cioè la lealtà verso la padrona. Dove andava Miss Barrett, sarebbe andata anche Wilson. Questo principio fu dimostrato trionfalmente dalla sua condotta durante la fuga d’amore. Miss Barrett aveva dubitato del coraggio di Wilson; ma i dubbi erano infondati. “Wilson,” scrisse – e queste furono le ultime parole che scrisse al signor Browning firmandosi Miss Barrett – “è stata perfetta con me. E io... che l’ho chiamata ‘timorosa’ e ho temuto la sua timidità! Comincio a credere che nessuno sia così coraggioso come i timorosi, quando si destano per una giusta causa.” Vale però la pena, tra parentesi, soffermarsi un secondo sull’estrema precarietà della vita di una domestica.