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Contents ( 5)
  1. Virginia Woolf Flush
  2. Biografia di un cane
  3. Note dell’autrice
  4. Fonti
  5. Note della traduttrice

Non si può dubitare che la signora Browning e Flush stessero traendo conclusioni diverse dai rispettivi viaggi di scoperta – lei un Granduca, lui una spaniel pezzata; eppure il legame che li univa era innegabilmente ancora forte. Ma Flush aveva appena abolito il “dovere”, s’era lanciato libero sui prati smeraldo del parco delle Cascine dove svolazzavano i fagiani color rosso e oro, quando sentì un freno. Si ritrovò tirato di nuovo all’indietro sulle zampe posteriori. All’inizio fu un nonnulla – un piccolo segnale: semplicemente, la signora Browning nella primavera del 1849 iniziò a darsi da fare con ago e filo. Ma c’era qualcosa a quella vista che dette da pensare a Flush. Non era sua abitudine cucire. Notò che Wilson aveva spostato un letto e aperto un cassetto per metterci dentro dei vestiti bianchi. Sollevando la testa dalle mattonelle, guardò, ascoltò con attenzione. Stava per accadere di nuovo qualcosa? Cercò ansiosamente segni di bauli e preparazione di bagagli. Era programmata un’altra fuga, un’altra evasione? Ma per fuggire verso cosa, da cosa? Non c’è nulla da temere qui, assicurava alla signora Browning. Nessuno dei due doveva preoccuparsi, a Firenze, del signor Taylor o di teste di cani avvolte in carta da pacchi. Nondimeno era perplesso. I segnali di cambiamento, secondo la sua lettura, non significavano una fuga. Significavano, molto più misteriosamente, un’attesa. Stava per capitare qualcosa di inevitabile, lo sentiva, mentre osservava la signora Browning che composta, silenziosa, intenta, cuciva nella sua poltrona bassa; ma era qualcosa da temere. Col passare delle settimane, la signora Browning quasi non usciva più di casa. Lì seduta, sembrava in attesa di un evento di portata straordinaria. Stava per incontrare qualcuno, come quel delinquente di Taylor, per prendersi da lui una pioggia di botte, sola e indifesa? Flush ebbe un brivido di apprensione al pensiero. Certamente non aveva alcuna intenzione di fuggire di casa. Non c’erano bagagli pronti. Non c’erano segni che qualcuno stesse per abbandonare la casa – al contrario, c’erano segni che qualcuno stava per arrivare. Nell’ansia, nella gelosia che lo rodeva,

Flush esaminava con sospetto ogni nuovo arrivato. Ce n’erano molti ora – Miss Blagden, Mr Landor, Hattie Hosmer, Mr Lytton – venivano tante di quelle signore e tanti di quei gentiluomini ora a Casa Guidi. Giorno dopo giorno, la signora Browning sedeva nella poltrona e cuciva silenziosa.

Poi un giorno di inizio marzo la signora Browning non comparve in salotto. Altre persone entravano e uscivano; il signor Browning e Wilson entravano e uscivano; ed entravano e uscivano così freneticamente che Flush si nascose sotto il sofà. C’era gente che correva su e giù per le scale, chiamandosi con bisbigli, con voci strane, dal tono basso. Si dirigevano di sopra, in camera da letto. Flush strisciò sempre più sotto l’ombra del sofà. Sentiva in ogni fibra del suo corpo che stava per accadere un cambiamento – stava accadendo qualcosa di terribile. Così aveva atteso, anni prima, il passo dell’uomo incappucciato sulle scale. E alla fine la porta s’era aperta e Miss Barrett aveva esclamato: “Mr Browning!”. Chi stava arrivando? Quale altro uomo incappucciato? Mentre il giorno avanzava, fu lasciato completamente solo. Era steso in salotto senza cibo né acqua; mille piccole spaniel pezzate avrebbero potuto fiutare alla porta e lui si sarebbe tirato indietro. Col passare delle ore si sentiva schiacciare dall’impressione che qualcosa si stesse introducendo con forza in casa dall’esterno. Sbirciò intorno da sotto le balze. I putti che sorreggevano i lumi, le cassapanche d’ebano, le sedie francesi, tutto sembrava messo in disparte; lui stesso si sentiva spinto contro il muro per fare spazio a qualcosa che non riusciva a vedere. Una volta vide il signor Browning, ma non era lo stesso signor Browning; una volta Wilson, ma era cambiata anche lei – come se entrambi vedessero l’invisibile presenza che lui sentiva.