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p. 42 “Il signor Kenyon biascicava un poco perché aveva perso due denti davanti.” C’è qui una nota di esagerazione e di congettura. L’autorità in proposito è Miss Mitford. Si è scritto che abbia avuto a dire, conversando con il signor Horne: “La nostra cara amica, ne sarete consapevole, non vede altri che i membri della sua stessa famiglia, e una o due altre persone. Tiene in gran considerazione l’abilità e il buon gusto nella lettura del signor — e gli chiede di leggerle ad alta voce le nuove poesie da lei composte... Così il signor — si mette davanti al fuoco, e innalza il manoscritto e il tono di voce, mentre la nostra cara amica giace avvolta in scialli indiani sul sofà, con le lunghe ciocche scure che le scendono dalla testa reclina, tutta intenta ad ascoltare. Ora, il caro signor — ha perso un dente davanti – non proprio quello frontale, ma da un lato nella parte davanti – e questo, vedete, causa un difetto di pronuncia... un’amabile vaghezza, un indistinto addolcirsi delle sillabe che si fondono l’una dentro l’altra, cosicché ‘silence’ e ‘ilence’ suonano davvero molto simili in realtà...”. Non può esserci gran dubbio che il signor — fosse il signor Kenyon; lo spazio al posto del nome si è reso necessario a causa della particolare sensibilità dei vittoriani sull’argomento dei denti. Ma sono qui implicate questioni ben più importanti, che riguardano la letteratura inglese. A lungo si è imputato a Miss Barrett un orecchio difettoso. Secondo Miss Mitford bisogna piuttosto prendersela col signor Kenyon per i suoi denti difettosi. D’altra parte, a sentire la stessa Miss Barrett, le sue rime non avevano nulla a che fare con la mancanza di denti di lui o di orecchio di lei. “Ho prestato grande attenzione alla questione della rima,” scrive, “molta più di quella che avrei dovuto avere per comporre rime esatte, e ho deciso consapevolmente, a sangue freddo, di azzardare degli esperimenti.” Così faceva rimare “angels” con “candles”, “heaven” con “unbelieving”, e “islands” con “silence” – a sangue freddo. Certo saranno i professori a dover decidere; ma chiunque abbia studiato il carattere e le azioni della signora Browning sarà incline a pensare che fosse volontariamente dedita a rompere le regole, dell’arte o dell’amore: dichiarandola così colpevole di una qualche complicità nello sviluppo della poesia moderna.
p. 56 “Guanti gialli.” Mrs Orr annota nella sua Vita di Browning che Browning portava guanti giallo limone. La signora BridellFox, incontrandolo nel 1835-36, testimonia che “era allora snello, scuro, molto affascinante, e – se posso dire – giusto anche un po’ dandy, con la fissazione dei guanti di capretto color limone e cose simili”.
p. 72 “Era stato rapito.” In realtà Flush fu rapito tre volte; ma la dottrina delle tre unità sembra richiedere che i furti vengano compressi in uno solo. La somma totale pagata da Miss Barrett ai ladri di cani fu di venti sterline.
p. 93 “Le facce di quegli uomini le sarebbero tornate davanti su un balcone inondato di sole in Italia.” I lettori di Aurora Leigh... ma dal momento che tali persone non esistono bisogna spiegare che Mrs Browning scrisse un poema che aveva questo titolo, in cui uno dei passaggi più vividi (per quanto soffra della naturale distorsione di un’artista che vede l’oggetto solo una volta da una carrozza, con Wilson a tirarle la gonna) è la descrizione di un quartiere basso di Londra. Chiaramente Mrs Browning possedeva un fondo di curiosità per la vita umana che non era stata affatto soddisfatta dai busti di Omero e di Chaucer sul lavamano nella camera da letto.