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Contents ( 5)
  1. Virginia Woolf Flush
  2. Biografia di un cane
  3. Note dell’autrice
  4. Fonti
  5. Note della traduttrice

Nel 1855 Wilson sposò Romagnoli, il valletto dei Browning, “un uomo buono, dal cuore tenero”; e per qualche tempo i due si occuparono della casa dei Browning. Ma nel 1859 Robert Browning “accettò l’incarico di tutore di Landor”, un incarico delicato e di grande responsabilità, in quanto le abitudini di Landor erano assai difficili; “non ha un briciolo di misura,” scrisse la signora Browning, “ma moltissime briciole di diffidenza”. In tali circostanze Wilson fu nominata “sua dama di compagnia” con un salario di ventidue sterline l’anno “oltre a quel che resta di ciò che è assegnato a lui”. Più tardi la paga le fu aumentata a trenta sterline, perché fare da badante a “un vecchio leone” che ha “gli impulsi di una tigre”, lancia il piatto dalla finestra o lo scaraventa a terra se non gli piace la cena, e sospetta che la servitù apra i cassetti delle scrivanie, comportava, come osservò la signora Browning, “certi rischi, che io per prima non vorrei correre”. Ma per Wilson, che aveva conosciuto il signor Barrett e gli spiriti, qualche piatto in più o in meno che volava dalla finestra o si frantumava in terra era cosa di poco conto – rischi tali erano normale amministrazione in una giornata di lavoro. E la giornata di Wilson, per quanto ci è dato di vedere ancora oggi, fu certamente una giornata strana. Iniziata o meno in qualche remoto villaggio inglese, finì a Venezia, a Palazzo Rezzonico. È lì comunque che viveva ancora nell’anno 1897, ormai vedova, nella casa di quel bambino che aveva cresciuto e amato – il signor Barrett Browning. Era stata una giornata ben strana, forse pensava, mentre sedeva nel rosso tramonto veneziano, da vecchia, sognando. Le sue amiche, sposate a braccianti, ancora si trascinavano su per le stradine inglesi per andare a prendere una pinta di birra. E lei era fuggita con Miss Barrett in Italia; aveva visto ogni sorta di cose bizzarre – rivoluzioni, guardie del corpo, spiriti; il signor Landor che gettava il piatto fuori dalla finestra. Poi la signora Browning era morta – non mancavano certo i pensieri nella vecchia testa di Wilson mentre sedeva alla finestra di Palazzo Rezzonico sul far della sera. Ma niente può essere più vano della pretesa di indovinare quali fossero, poiché lei era una perfetta rappresentante del grande esercito cui appartenevano le sue simili – le imperscrutabili, le quasi-del-tutto-silenziose, le quasi-del-tutto-invisibili cameriere della storia. “Un cuore più onesto, più sincero e più affettuoso di quello di Wilson non si può trovare”: le parole della sua padrona possono servirle da epitaffio.

p. 123 “Era tormentato dalle pulci.” Sembra che l’Italia fosse famosa per le sue pulci, a metà del diciannovesimo secolo. Anzi, si rivelavano addirittura utili per rompere delle convenzioni altrimenti insormontabili. Per esempio, quando Nathaniel Hawthorne andò a prendere il tè da Miss Bremer a Roma (1858), “parlammo di pulci – insetti che, a Roma, mettono casa negli affari e nel petto di chiunque, e sono così comuni e inevitabili che non è mancanza di tatto alludere alle sofferenze che infliggono. La povera piccola Miss Bremer era tormentata da una pulce proprio mentre preparava il nostro tè...”.