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Contents ( 5)
  1. Virginia Woolf Flush
  2. Biografia di un cane
  3. Note dell’autrice
  4. Fonti
  5. Note della traduttrice

Mentre Robert Browning sforbiciava, mentre cadevano a terra le insegne del cocker spaniel, mentre intorno al collo tosato gli spuntava la parodia di un animale assai diverso, Flush si sentì castrato, sminuito, umiliato. Cosa sono adesso?, pensava, osservandosi allo specchio. E lo specchio rispose con la brutale sincerità degli specchi: “Niente”. Nessuno. Di certo non era più un cocker spaniel. Ma mentre si guardava, le orecchie ora pelate, senza più un ricciolo, sembrarono drizzarsi. Era come se i potenti spiriti della verità e del riso stessero sussurrando loro qualcosa. Non essere niente – non è questo, dopo tutto, lo stato più soddisfacente al mondo? Si guardò di nuovo. Ecco la sua nuova gorgiera. Sbeffeggiare la pomposità di chi si crede di essere qualcuno – non era in un certo senso una conquista? In ogni caso, qualunque fosse la conclusione, non potevano esserci dubbi sul fatto che adesso era libero dalle pulci. Scrollò la gorgiera. Ballò sulle zampe nude, sottili. Riprese animo. Allo stesso modo una gran bellezza, alzandosi dal letto della malattia e scoprendosi il viso sfigurato per sempre, avrebbe fatto un falò di abiti e cosmetici, e riso di gioia al pensiero di non doversi più guardare allo specchio, né temere la freddezza di un amante o la bellezza di una rivale. Così un uomo di chiesa, rinserrato per vent’anni in abiti di lana spessa e inamidata, si sarebbe tolto il colletto per gettarlo nella spazzatura, e avrebbe afferrato le opere di Voltaire dallo scaffale. Proprio così Flush scorrazzò via, col pelo rasato rassomigliando a un leone, ma libero dalle pulci. “Flush,” scrisse la signora Browning a sua sorella, “è saggio.” Pensava forse a quel detto greco sulla felicità che si può raggiungere solo attraverso la sofferenza. Il vero filosofo è colui che avrà perso il manto, ma s’è liberato dalle pulci.

Flush non ebbe molto da attendere, prima che la nuova filosofia appena conquistata fosse messa alla prova. Di nuovo nell’estate del 1852 c’erano a Casa Guidi i segni di una di quelle crisi che, preparandosi in silenzio con l’apertura di un cassetto, o un pezzetto di filo lasciato penzolare da una scatola, sono per un cane altrettanto minacciose delle nuvole che annunciano i lampi per un pastore, o le voci che annunciano la guerra per uno statista. Era in programma un altro cambiamento, un altro viaggio. Ebbene, e dunque? I bauli furono tirati giù e legati con lo spago. Ecco il bambino in braccio alla balia. Comparvero il signor e la signora Browning, vestiti da viaggio. La carrozza era alla porta. Flush attese con filosofia nell’atrio. Pronti loro, pronto anche lui. Quando furono tutti seduti in carrozza, con un salto Flush balzò su. A Venezia, a Roma, a Parigi – dove andavano? Tutti i paesi erano uguali per lui, ora; tutti gli uomini erano suoi fratelli. Aveva finalmente imparato quella lezione. Ma quando finalmente emerse dall’oscurità dovette fare appello a tutta la sua filosofia – era a Londra.