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Contents ( 5)
  1. Virginia Woolf Flush
  2. Biografia di un cane
  3. Note dell’autrice
  4. Fonti
  5. Note della traduttrice

Distesa sul sofà, Miss Barrett leggeva queste lettere. Come sarebbe stato facile cedere – come sarebbe stato facile dire, “La vostra buona opinione vale per me più di cento cocker spaniel”. Come sarebbe stato facile lasciarsi ricadere sui cuscini e sospirare: “Sono una debole donna; non so nulla di legge o di giustizia; decidete voi per me”. Doveva semplicemente rifiutarsi di pagare il riscatto; doveva solo opporsi a Taylor e alla sua società. E se Flush fosse stato ucciso, se fosse arrivato il temibile pacco, ci sarebbe stato Robert Browning al suo fianco, per rassicurarla che aveva fatto bene, e si era guadagnata il suo rispetto. Miss Barrett prese la penna e confutò le tesi di Robert Browning. Troppo comodo, disse, citare Donne; citare il caso Gregory; inventare risposte a tono per il signor Taylor – Miss Barrett avrebbe fatto lo stesso se Taylor l’avesse colpita in prima persona; se Gregory avesse infangato la reputazione sua – magari fosse stato così! Ma cosa avrebbe fatto il signor Browning se i banditi avessero rapito lei; se avessero lei in pugno; se minacciassero di tagliarle le orecchie e inviarle per posta a New Cross? A prescindere da quello che avrebbe fatto lui, lei aveva comunque deciso. Flush era inerme, indifeso. Era suo dovere aiutarlo. “Flush, il povero Flush, che mi ha amata così fedelmente, che diritto ho di sacrificare lui innocente, per via delle colpe di un Taylor o di chiunque altro al mondo?” Il signor Browning poteva dire quel che voleva, ma lei avrebbe salvato Flush, a costo di discendere nelle fauci di Whitechapel per andarlo a riprendere, a costo di guadagnarsi tutto il disprezzo di Robert Browning.

Il sabato, dunque, con la lettera del signor Browning aperta sul tavolo davanti a sé, iniziò a vestirsi. Lesse il suo “ancora una parola – facendo così, mi batto contro le esecrabili politiche dei mariti, dei padri, dei fratelli e dei dominatori in generale”. Dunque, se lei fosse andata a Whitechapel si metteva contro Robert Browning, e prendeva le parti di padri, fratelli e dominatori in generale. Continuò lo stesso a vestirsi. Un cane abbaiava nella corte. Era legato, impotente sotto il giogo di uomini crudeli. Le parve, mentre latrava, che gridasse: “Pensa a Flush”. Si mise le scarpe, la mantella, il cappello. Diede un’ultima occhiata alla lettera del signor Browning. “Io sto per sposarvi,” lesse. Il cane abbaiava ancora. Uscì dalla stanza e scese di sotto.

Le venne incontro Henry Barrett e le disse il suo parere: poteva essere derubata e assassinata se faceva quel che minacciava di fare. Lei ordinò a Wilson di chiamare una carrozza. Tutta tremante, ma arrendevole, Wilson obbedì. La carrozza arrivò. Miss Barrett disse a Wilson di salire. Wilson, seppur convinta che l’aspettava la morte, salì. Miss Barrett disse al conducente di dirigersi in Manning Street, Shoreditch. Salì anche lei e partirono. Presto si lasciarono alle spalle le vetrate, i portoni di mogano e le cancellate. Si trovavano in un mondo che Miss Barrett non aveva mai visto, mai neanche immaginato. Si trovavano in un mondo in cui ci sono mandrie di vacche sotto il pavimento delle stanze da letto, in cui intere famiglie dormono in stanze con le finestre rotte; in un mondo in cui l’acqua viene aperta solo due volte alla settimana, in un mondo in cui vizio e povertà generano vizio e povertà. Erano giunti in una regione del tutto sconosciuta ai vetturini rispettabili. La carrozza si fermò; il vetturino chiese indicazioni in un pub.