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Contents ( 5)
  1. Virginia Woolf Flush
  2. Biografia di un cane
  3. Note dell’autrice
  4. Fonti
  5. Note della traduttrice

Barrett. Esitava a metà strada verso la porta, poi tornava al sofà. “Flushie,” scriveva Miss Barrett, “è il mio amico – il mio compagno – e mi ama più di quanto ami il sole là fuori.” Lei non poteva uscire. Era incatenata al divano. “Una storia come la mia,” scriveva, “potrebbe essere quella di un uccellino in gabbia.” E Flush, che aveva a disposizione il mondo intero, rinunciava per scelta a tutti gli odori di Wimpole Street per starsene lì accanto a lei.

E però, qualche volta, quel legame quasi si rompeva; c’erano lacune incolmabili nella loro intesa. A volte stavano sdraiati e si fissavano l’un l’altra con stupore, smarriti. Perché, si chiedeva Miss Barrett, Flush d’improvviso tremava, e guaiva, e trasaliva e tendeva l’orecchio? Lei non sentiva nulla; non vedeva nulla; non c’era nessuno con loro nella stanza. Non poteva intuire che Folly, il cucciolo di King Charles di sua sorella, era passato al di là della porta; o che Catilina, il bracco cubano, aveva ricevuto un osso di montone da un domestico nel sottoscala. Ma Flush sapeva; sentiva; era devastato da quegli attacchi alterni di lussuria e cupidigia. E poi, con tutta la sua immaginazione di poetessa, Miss Barrett non riusciva a capire cosa significasse per Flush l’ombrello bagnato di Wilson; quali ricordi richiamasse, di foreste e pappagalli e selvaggi elefanti che barrivano; né sapeva, quando il signor Kenyon inciampò sulla corda della campanella, che Flush aveva udito uomini di pelle scura imprecare sulle montagne; il grido “Span! Span!” gli era risuonato nelle orecchie, e fu così che, in un accesso di rabbia soffocata e ancestrale, l’aveva morso.

Parimenti, Flush non riusciva a capacitarsi delle emozioni di Miss Barrett. Se ne stava lì sdraiata, ora dopo ora, con un foglio bianco e in mano un bastoncino nero; e gli occhi le si riempivano all’improvviso di lacrime; ma perché? “Ah, mio caro signor Horne,” scriveva. “Fu allora che mi venne a mancare la salute... poi l’esilio forzato a Torquay... che ha fatto calare per sempre un incubo sulla mia vita, derubandola di più di quanto io non riesca a dire qui; ma non bisogna parlarne da nessuna parte. Non bisogna parlarne mai, mio caro signor Horne.” Ma non c’era nessun suono nella stanza, nessun odore che potesse far piangere Miss Barrett. Un’altra volta invece, agitando ancora il bastoncino, Miss Barrett era scoppiata a ridere. Aveva tratteggiato “un ritratto di Flush molto preciso e caratteristico, in stile umoristico, che mi somiglia piuttosto”; e sotto aveva scritto: “il solo motivo per cui non riesce a sostituire del tutto il mio è che vale più di quanto io possa mai essere stimata”. Cosa c’era da ridere in quello sbaffo nero che gli porgeva perché lo guardasse? Flush non fiutava nessun odore; non percepiva alcun rumore. Non c’era nessuno con loro nella stanza. Il fatto era che non potevano comunicare a parole, ed era un fatto che senza dubbio causava troppe incomprensioni. Ma non portava forse con sé anche una speciale intimità? “Scrivere,” esclamò una volta Miss Barrett dopo una mattinata di lavoro, “scrivere, scrivere...” In fin dei conti, può darsi che pensasse, le parole dicono tutto? Possono dire qualcosa? Non distruggono forse, le parole, il simbolo che sta al di là della portata delle parole? Almeno una volta per Miss Barrett era stato così. Lì distesa, pensava; s’era dimenticata di Flush, e i suoi pensieri erano così tristi che le lacrime iniziarono a cadere sul cuscino. Poi, d’improvviso, una testa pelosa s’accostò e due grandi occhi luminosi brillarono nei suoi; ebbe un sussulto. Era Flush, o era Pan? Forse non era più una malata in Wimpole Street, ma una ninfa greca in un qualche ombroso boschetto dell’Arcadia? Forse il dio barbuto in persona aveva posato le labbra sulle sue? Per un attimo si trasformò: era una ninfa e Flush era Pan. Il sole bruciò, l’amore divampò. Ma se Flush fosse stato in grado di parlare – non avrebbe magari detto qualcosa di ragionevole sulla carestia delle patate in Irlanda?