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Contents ( 5)
  1. Virginia Woolf Flush
  2. Biografia di un cane
  3. Note dell’autrice
  4. Fonti
  5. Note della traduttrice

Ma essere perdonato, come fosse stato un capriccio, essere riaccolto sul sofà come se non avesse imparato nulla nell’ora di agonia sul pavimento, come se fosse stato lo stesso cane di prima quando in realtà era totalmente diverso, era impossibile. Per il momento, esausto, Flush si arrese. Qualche giorno dopo, però, si verificò una scena incredibile tra lui e Miss Barrett, che testimoniò la profondità dei suoi sentimenti. Il signor Browning era venuto e se n’era andato; Flush era solo con Miss Barrett. Di norma sarebbe salito con un balzo sul sofà, ai piedi di lei. Ma ora, invece di saltare su come al solito a reclamare carezze, Flush si diresse verso quella che ora veniva chiamata “la poltrona del signor Browning”. In genere quella poltrona gli ripugnava; manteneva la forma del suo nemico. Ma ora, tale la battaglia che aveva vinto, tale la carità che lo pervadeva, che non solo guardò la poltrona, ma, mentre la guardava, “cadde improvvisamente in estasi”. Miss Barrett, osservandolo intensamente, poté notare questo prodigio straordinario. Poi lo vide girare gli occhi al tavolo. Su quel tavolo era rimasto il pacchetto dei dolci del signor Browning. “Mi rammentò che i dolci che avevate lasciato erano sul tavolo.” Erano ormai dolcetti vecchi, dolcetti stantii, dolcetti privi di qualsivoglia capacità di seduzione della carne. Il messaggio di Flush era chiaro. Si era rifiutato di mangiare i dolcetti quando erano freschi, perché erano stati offerti da un nemico. Ma ora che erano stantii li avrebbe mangiati, perché erano stati offerti da un nemico che era diventato amico, perché erano simboli dell’odio tramutato in amore. Sì, fece capire che ora li avrebbe mangiati. Così Miss Barrett si alzò e prese i dolcetti. E mentre glieli dava lo ammoniva: “Così gli ho spiegato che li avevate portati voi per lui, e che doveva dunque vergognarsi profondamente per la sua malvagità di prima, e decidersi ad amarvi e non mordervi più in futuro – e aveva ora il permesso di godere della vostra generosità verso di lui”. Mentre ingollava la sfoglia insipida di quello sgradevole pasticcino – ammuffito, putrefatto, rancido – Flush ripeteva solennemente nella propria lingua le parole che lei aveva usato – giurò di amare il signor Browning e di non morderlo mai più in futuro.

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